Tassazione-Plusvalenze-Finanziarie

La Tassazione delle Plusvalenze Finanziarie

Renato Loiero è un parlamentare del Senato della Repubblica, Capo ufficio presso il Servizio del Bilancio. E’ inoltre Professore universitario a contratto di Scienza delle Finanze e Diritto Finanziario. Già autore di numerose pubblicazioni in materia di Finanza Pubblica e Diritto Tributario.
Giuseppe De Maio, Ufficiale Superiore della Guardia di Finanza, laureato in Giurisprudenza e Scienze della Sicurezza Economico Finanziaria, ha conseguito il Master in Studi Internazionali Strategico Militari e l’abilitazione all’esercizio della professione di Avvocato.
Valentina Gianmaria, laureata in Giurisprudenza, ha conseguito il diploma della Scuola di specializzazione per le professioni legali e una Borsa di studio per la partecipazione al Master in Finance, Audit e Tassazione internazionale, organizzato dalla Camera di Commercio Italo-Lussemburghese. Già autrice di diversi contributi in materia tributaria.

L’opera
La tassazione delle plusvalenze finanziarie, cosiddette “rendite finanziarie”, è un argomento appassionante per i cultori del diritto tributario, anche se il settore non ha in realtà visto recenti interventi di riforma rilevanti.

La fiscalità può risultare, infatti, a parità di rendimenti, il fattore determinante nelle scelte di investimento, in particolar modo lì dove permangano all’interno dell’Unione Europea trattamenti differenziati tra i diversi Stati.

Da ciò si riafferma l’importanza del coordinamento delle politiche fiscali in ambito comunitario.

Sul piano interno, il sistema adottato per la tassazione del risparmio, deve essere coerente con la disciplina dei mercati e degli intermediari finanziari, una necessità di assoluta preminenza, anche alla luce della attuale crisi finanziaria internazionale.
La riforma attuata dal D. Lgs. 461/1997 ha introdotto delle rilevanti novità sul tema.

Tra i punti di forza della riforma, vi fu il merito di aver delineato il confine tra le due fattispecie reddituali che discendono dall’impiego del capitale: quella dei redditi di capitale e quella dei redditi diversi.

Un ulteriore intervento di razionalizzazione e semplificazione per i risparmiatori si ebbe all’atto del passaggio a due sole aliquote di imposta, 12,50% e 27% con l’intento di portarle ad una nel breve periodo. Sul settore ha infine inciso la legge delega per la riforma del sistema fiscale, la legge n. 80 del 2003, che ha introdotto nuove modalità di tassazione delle plusvalenze realizzate mediante la cessione di partecipazioni che avrebbero poi dovuto trovare concreta attuazione con l’emanazione di appositi decreti legislativi. Bastino questi richiami per evidenziare come la riforma delle tassazioni delle plusvalenze debba tenere conto del ruolo di primaria importanza degli intermediari.

Gli adempimenti a carico degli intermediari sono graduati in base al regime di tassazione scelto dal contribuente: si passa da meri obblighi di comunicazione delle operazioni effettuate all’applicazione del prelievo sui redditi di capitali e sulle plusvalenze all’atto delle singole operazioni, ovvero sull’utile annuale netto di gestione.

Il quadro normativo in materia si deve confrontare, dunque, con la necessaria compatibilità alle proposte di armonizzazione della fiscalità del risparmio, avanzate nell’ambito dell’UE.

In questo volume si analizza la disciplina del settore, con particolare riguardo non solo alle norme positive specifiche, ma anche ai profili di diritto comunitario e comparato, nonché le ricadute economiche sugli operatori in base alle diverse opzioni normative.

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